martedì 13 gennaio 2015
LA SCONFITTA DI COFFERATI
E' UN SEGNO DEI TEMPI
Su questo blog mi ero limitato a deprecare la scelta di quegli eurodeputati che meno di un anno dopo la loro elezione a Strasburgo si candidavano, con scarso rispetto di chi li aveva votati, a presidenti di regione: ovvero Sergio Cofferati e Alessandra Moretti.
Se ieri Sergio Cofferati ha preso quattromila voti di distacco da Raffaella Paita nelle primarie del
centrosinistra in Liguria, per fortuna ben partecipate da 42 mila cittadini, può anche darsi che sul voto abbiano influito decisivamente episodi di cammellaggio ingiustificabili. Gli organismi di garanzia del Pd dovranno verificarlo al più presto. Ma rimane il fatto che l’autorevolezza e la celebrità mediatica di Cofferati non sono riuscite a fare la differenza che qualsiasi osservatore esterno avrebbe pronosticato. Cofferati ha vinto nettamente a Genova, dove le alluvioni e lo scandalo Carige hanno gettato più di un’ombra sulla giunta Burlando di cui Raffaella Paita è assessore, ma ha perso nelle altre province liguri.
Spiace dirlo a un amico che stimo, e che è stato fortemente sollecitato alla candidatura da sostenitori appassionati, ma credo che pesino sulla sua sconfitta fattori diversi, come l’incoerenza delle scelte di carriera politica dopo la fine del lavoro sindacale, e il bisogno di rinnovamento generazionale. Finito nel calderone dei soliti noti, Cofferati ha sottovalutato il discredito che ne deriva. La sua sconfitta è un segno dei tempi, non sarebbe giusto attribuirla solo a brogli.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento