martedì 13 gennaio 2015

NO TAV IN TRASFERTAIN FRANCIA



No Tav in trasferta per fotografare il cantiere d'Oltralpe. Cinque attivisti domenica mattina hanno deciso di intraprendere una spedizione in Francia per documentare l'andamento dei lavori. Ma non sono passati inosservati alla gendarmerie di Saint-Martin-De-La-Porte: i cinque sono stati identificati e invitati a tornare in Italia con la loro Opel. L'episodio è stato anche segnalato alla Digos dalla polizia francese. Alcune delle persone segnalate fanno parte del comitato locale No Tav Susa Monpantero. Non è la prima volta che gli attivisti del movimento valsusino organizzano missioni

per spiare i lavori in corso. Sul cantiere di Chiomonte hanno addirittura realizzato e diffuso un dossier contenente i nomi di tutte le aziende che hanno in qualche modo "collaborato": da chi riforniva le macchinette del caffè, ai gestori telefonici fino a chi stava dietro gli appalti esterni. Le ditte "colpevoli" venivano poi schedate con tanto di indirizzo e numero di telefono.

Intanto ieri è arrivata una condanna per i tafferugli scoppiati la sera dell'8 marzo 2013 al cantiere di Chiomonte. Accadde tutto durante una manifestazione No Tav organizzata in occasione della festa della donna. Una trentina di persone si staccarono dal gruppo e scagliarono pietre dietro le recinzioni. Un operatore delle forze dell'ordine rimase leggermente ferito. Il processo ha portato ieri alla condanna di un No Tav di 21 anni a sei mesi di reclusione per lesioni. Si tratta di una delle numerose dimostrazioni degli attivisti contro il cantiere Tav. Oggi infatti riparte alle 9, in aula bunker, il maxiprocesso che vede come imputati 53 appartenenti al movimento. All'udienza dello scorso 7 ottobre c'è stata la requisitoria dei pm con la richiesta di pene per tutti gli imputati. La somma arriva a sfiorare i due secoli. L'altra udienza è fissata per martedì 20 gennaio, mentre per i tre No Tav, per cui inizialmente era prevista l'accusa di terrorismo, è già stato notificato il decreto di giudizio immediato che si terrà il 19 marzo.

Tutti gli avvocati del legal team No Tav hanno sottoscritto ieri un comunicato di solidarietà con i loro colleghi impegnanti nella difesa dei militanti baschi. La Guardia Civil Spagnola ne ha arrestati una decina. L'operazione, ribattezzata "Scacco matto", è diretta al "fronte delle carceri" dell'organizzazione indipendentista armata, avvocati e responsabili della direzione economica, accusati di appartenenza a banda terrorista, riciclaggio di capitale e reati contro il fisco. I legali sono accusati di controllare i detenuti dell'Eta trasmettendo loro le direttive. "Non è punendo ogni forma di disobbedienza, di opinione contraria, che si potrà combattere il terrore  -  scrive il Legal Team  -  . Esprimiamo solidarietà a tutti gli avvocati baschi arrestati e incriminati"
 



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