Parlare di depressione non è una novità in questo blog. Ora vorrei essere libero di scrivere quel che mi passa per la testa non sentendomi minimamente influezato da nulla. Spesso sono influenzato da qualcosa. Ad esempio dal fatto che qualcuno che mi conosce realmente possa leggere ciò che scrivo può condizionare la mia apertura durante la scrittura e questo distruggerebbe la mia sincerità. Un altro fattore può essere la voglia di scrivere ciò che indurrebbe gli utenti che navigano a cliccare sul mio blog e non su quello di qualcun altro. Se dovessi
farlo, sarebbe solo una forzatura inutile che distruggerebbe l'essenza di ciò che scrivo perchè non ho bisogno di esser letto da molti ma di scrivere cose sensate prima di tutto.
Inizio dal dire che i miei pensieri sono sparsi, come in molti altri articoli. E' come se non avessero un ordine e ogni volta che tento di iniziare un percorso logico, perdo quello che segue. Oggi mi è stato dato dello stupido perchè i miei problemi espressi in ultima istanza a livello mentale si notano abbastanza. Non so da cosa sia dovuto il fatto di rimanere in questa gabbia senza via d'uscita. Sembra che la mia mente mi stia convincendo che non ci sarà alcuna soluzione. Io non sento di essere tonto e credo che ci sia una serie di problemi che impediscono a me di non sentirmi tale. Сiò di cui ho paura è che la mia sia una malattia incurabile di cui la medicina non sia ancora a conoscenza. Quel che mi fa dedurre tale ipotesi sono gli anni che continuo a lottare ed i dottori che ho visitato fino ad ora. Ma forse ho incontrato i dottori sbagliati, forse quelli che potrebbero aiutarmi davvero sono troppo pochi e pure costosi.
Mesi fa ricordo di aver fatto una ricerca sui disturbi mentali, più precisamente sulla depressione. Leggendo i pareri di alcuni dottori, mi sono reso conto che questi rimangano con le mani abbassate davanti a molti dei loro pazienti. Una frase interessante che lessi era "ma perchè non accettate di essere dei falliti?" Adesso immaginate un paziente depresso e ormai senza speranza che si legge una risposta del genere.
In questo caso ci sarebbero due principali tipi di reazione:
- questa persona si rende conto di essere un fallito e cerca di adattarsi
- questa persona si rende conto di non essere un fallito ma capisce di non avere più una via di fuga, per cui, il suicidio sarebbe una di queste via d'uscita perchè sente di non poter più avere un aiuto da nessuno.
Secondo me non esistono pazienti incurabili ma solo dottori incompetenti o competenti ma non abbastanza. Se dovessi essere un dottore, cercherei di non addossare la colpa ai miei pazienti ma piuttosto ammetterei la mia mancanza di esperienza o di capacità a poter curarne uno.
Cosa di solito dicono i dottori per sbarazzarsi di un malato:
- io non posso far nulla se tu non sei motivato (piccola osservazione: la depressione implica la mancanza di motivazioni e speranze per cambiare)
- non posso far niente se non cambi il tuo modo di pensare (dovrebbe essere lo psichiatra/psicoterapeuta/psicologo ad aiutare a cambiare il modo di pensare al paziente)
- è una cosa cronica, temo che dovrai prendere per molto i farmaci (secondo quali criteri viene stabilito che una malattia sia incurabile? ci sono persone che sono malate per mesi, altre per anni, ed alcune alla fine risulta che escono da quell'incubo).
Perchè nessuno di questi dottori ammette la propria incapacità di aiutare un paziente; per la paura di perdere il posto di lavoro, perchè non potrà più godere dell'autorità che aveva prima accettando una sconfitta o per la paura di dire la verità al paziente? Meglio sempre una verità cruda - un dottore incapace, che una dolce menzogna che prima o poi sarà scoperta - molti dottori incapaci.
Ricordo una dottoressa (una tra poche) che mi disse "non mi piace etichettare i miei pazienti. Tu non sei un malato cronico, non è vero che non sei adatto a questo mondo" ma nonostante ciò faceva comunque fatica ad aiutarmi e credo che avesse anche avuto l'umiltà di ammetterlo.
Non è vero che tutto dipende dal paziente, sì, in parte molto dipende da questo ma ci deve essere anche chi guida la persona a migliorare. In mancanza di questa, non ci sarebbe un senso per continuare. Appunto, la persona, spesso si dimentica che si tratta di persone, non solo di pazienti con una diagnosi da stabilire.

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