Le favole? Servono ai bambini per divertirsi e diventare adulti. Lo pensa anche Gian Albino Testa, il cantastorie di Collegno che gira l’Italia e dona una fiaba ai bambini e agli adulti che lo chiedono. Un lavoro romantico il suo, di un cantastorie moderno, battezzato "l’Omino delle fiabe”. Lui, che si siede qua e là con il suo tavolino da campeggio sul quale ordina gli acquerelli, accende un carillon e si ferma ad aspettare… Aspetta qualcuno che vada in cerca di una favola e sul momento scrive e inventa la
storia. Più di 15.000 fiabe, scritte in 15 anni di attività. Testa, nella vita di tutti i giorni, è un insegnante di scuola media, che dopo aver trascorso la vita a dipingere con gli acquerelli per passione, decise un giorno di unire alle immagini il testo, dando così vita al suo personaggio. "Raccontare favole ai piccoli non vuole dire viziarli, ma insegnar loro ad ascoltare, ad usare l’immaginazione, perché i bambini vedono le favole mentre le si raccontano”, spiega Albino. Suo quartier generale è la "Casa della Fiaba" che si trova a Leumann, ex quartiere operaio di Collegno, dove tiene laboratori tutti i giorni dalle 17 alle 19 con diversi titoli: "Andiamo in cerca di fortuna", "C’era una volt’ina" , "La fatina dalle ali in su", "La fata cipolla”. Nei laboratori, genitori e bambini fanno insieme un percorso e condividono la bellezza di raccontare fiabe, scriverle insieme secondo moduli preordinati così che i piccoli vedano nel genitore che li accompagna, una sorta di “aiutante magico”, suo alleato che li guida fino alla consapevolezza delle sue abilità. La domenica invece, spettacolo con teatrino narrante con la fatina azzurra, Eleonora Corrado: insieme raccontano la storia di “Rilla", che incontra "la stella che brilla, l’acqua che stilla, il fuoco che sfavilla e il grillo che trilla e diventa una fata” . Tutti gli appuntamenti si possono trovare su www.torinobimbi.it - www.ominodellefiabe.it Grazie ad Albino, anche il piccolo principe che risiede in ognuno di noi potrà tornare dalla sua rosa, con la pecora, la scatola e la museruola, regalandoci il suo sorriso e una trapunta di stelle da guardare, sapendo che lassù, in qualche angolo di buio, un piccolo principe sta davvero prendendosi cura della sua rosa. Così, ogni volta che ne avremo voglia, alzando la punta del naso, potremo ritrovare i bambini che siamo stati, riscoprendo con estrema semplicità la parte migliore di noi.
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